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Una Breve Analisi di John Donne,” Un Commiato: Vieta il Lutto’

Un commento sulle Donne, in grande poesia di addio – Dr Oliver Tearle

Uno dei grandi ‘addio’ poesie, in lingua inglese, Un Commiato: Vieta il Lutto ” è, in un certo senso, non è un addio poesia a tutti, in quanto Donne, altoparlante rassicura il suo destinatario che la loro separazione è nessun ‘arrivederci’, non proprio. L’occasione del poema era reale – almeno secondo Izaak Walton, autore di The Compleat Angler e amico di Donne, che ha registrato che Donne scrisse ‘A Valediction’ per sua moglie quando andò nel Continente nel 1611. Comunque, prima di procedere ad un’analisi del poema, ecco un promemoria di esso.

A Valediction: Proibire il lutto

Mentre gli uomini virtuosi passano leggermente via,
E sussurrano alle loro anime di andare,
Mentre alcuni dei loro tristi amici dicono
Il respiro va ora, e alcuni dicono, No:

Quindi sciogliiamoci, e non facciamo rumore,
Nessun diluvio di lacrime, né sospiri di tempesta si muovono;
‘Twere profanazione delle nostre gioie
Per dire ai laici il nostro amore.

Lo spostamento della terra porta danni e paure,
Gli uomini calcolano ciò che ha fatto e significato;
Ma la trepidazione delle sfere,
Anche se più grande, è innocente.

L’amore sordo degli amanti sublunari
(La cui anima è senso) non può ammettere
l’assenza, perché rimuove
Quelle cose che l’hanno esaltata.

Ma noi da un amore tanto raffinato,
Che noi stessi non sappiamo cosa sia,
Inter-assicurato della mente,
Cura di meno, occhi, labbra e mani da perdere.

Le nostre due anime dunque, che sono una,
Anche se devo andare, sopportano non ancora
Una breccia, ma un’espansione,
Come l’oro all’ariosa magrezza.

Se sono due, sono due così
Come le bussole gemelle rigide sono due;
La tua anima, il piede fisso, non fa spettacolo
Per muoversi, ma lo fa, se l’altro lo fa.

E anche se al centro si siede,
Ma quando l’altro lontano vagano,
Si appoggia e ascolta dopo di essa,
E cresce eretto, come che torna a casa.

Tale sarai per me, che deve,
Come l’altro piede, correre obliquamente;
La tua fermezza rende giusto il mio cerchio,
E mi fa finire dove ho iniziato.

Prima di rimboccarci le maniche e analizzare questo, potrebbe valere la pena di riassumere l’argomento del poema, parafrasandolo:

‘Proprio come gli uomini virtuosi non si lamentano quando devono morire e lasciare questo mondo alle spalle, così facciamo due parti senza lacrime e sospirando – per rendere pubblica la nostra tristezza di dover separarsi l’uno dall’altro farebbe un cattivo servizio al nostro amore. Il movimento della terra, come nei terremoti, può causare danni e paura, ma il tremito delle sfere celesti come i pianeti, sebbene sia su una scala molto più grande dei terremoti, non dovrebbe preoccuparci.

‘Gli altri amanti, il cui amore è volubile e mutevole come la luna, non possono sopportare di essere assenti gli uni dagli altri, perché il loro amore si basa puramente sulla fisicità, e quindi quando sono fisicamente separati gli uni dagli altri, non possono sopportarlo. Ma il nostro amore è diverso: è così raffinato e sottile che non comprendiamo appieno la sua costituzione noi stessi, ed è basato su un incontro di menti e corpi, quindi non ci interessa tanto essere separati fisicamente, ed essere incapaci di vedere e toccare gli occhi, le labbra e le mani dell’altro.

‘Quindi, anche se devo lasciarti fisicamente, le nostre anime non sentono che ci sia alcuna distanza tra noi: sembra più un’espansione, proprio come quando l’oro viene battuto in fogli sottili in modo da coprire un’area più grande. Oppure è come una coppia di bussole, dove tu sei quella al centro e io quella che la circonda: tu rimani nello stesso punto, eppure ti muovi ancora, poiché giri mentre io mi muovo attorno al perimetro. (Cosa c’è di più, le bussole sono due in quanto sono una coppia, ma sono davvero uno, dal momento che comprendono lo stesso strumento.) Così sarai per me, mentre mi allontanerò da te: resterai qui, ma ti muoverai in linea con la direzione in cui viaggio. Il tuo rimanere qui mi permette di viaggiare in un cerchio perfetto, assicurandomi che finirò proprio qui da dove sono partito-di nuovo con te.’

Tanto per un riassunto del poema. Come dovremmo analizzarlo? In “A Valediction: Forbidding Mourning”, Donne paragona il rapporto tra lui e sua moglie a un legame religioso o spirituale tra due anime: si noti che usa la parola ‘laici’ per descrivere altre persone che non riescono a capire l’amore che i due di loro portano l’un l’altro. Questa parentela tra le loro anime significa che possono trascendere la base fisica della loro relazione e quindi sopportare il tempo l’uno dall’altro, mentre Donne è sul Continente e sua moglie rimane a casa. Altre coppie, che sono legate fisicamente ma non hanno questa connessione spirituale più profonda, non potevano sopportare di essere fisicamente separati in quel modo. Ma guarda come Donne esprime questa differenza tra loro e le altre coppie sposate:

L’amore sordo degli amanti sublunari
(La cui anima è senso) non può ammettere
l’assenza, perché rimuove
Quelle cose che l’hanno esaltata.

Naturalmente, ‘sublunary’ segue caldo sulla scia del discorso precedente strofa delle ‘sfere’ – i pianeti, ma anche la luna e il sole (che sono stati raggruppati con i pianeti al tempo di Donne). Queste coppie sono schiave dell’influenza volubile della luna, il che implica che le loro relazioni non dureranno, ma Donne ha appena detto a sua moglie che lui e lei sono più forti perché possono sopportare la “trepidazione delle sfere”. (È anche piacevole il modo in cui le parentesi che ospitano’ La cui anima è senso ‘emanano la forma a mezzaluna della luna: in effetti, un altro nome per le parentesi era lunulae, o’piccole lune’. Si noti anche come il “senso” ritorna in “assenza” nella riga seguente: una relazione che si basa solo sul “senso”, cioè sulla stimolazione fisica dei cinque sensi, sarà spazzata via da un’assenza prolungata o da una lunga distanza.)

Se hai trovato questa breve analisi di Donne ‘ A Valediction: Proibire il lutto ‘utile, si potrebbe anche godere i nostri pensieri sul suo poema’ La canonizzazione‘, il suo poema classico’ L’Estasi‘, e la nostra discussione del suo’Un inno a Dio Padre’. La migliore edizione del lavoro di Donne è, a nostro avviso, l’indispensabile John Donne-The Major Works (Oxford World’s Classics) .

L’autore di questo articolo, il dottor Oliver Tearle, è un critico letterario e docente di inglese presso la Loughborough University. È autore, tra gli altri, della Biblioteca Segreta: Un viaggio tra le curiosità della storia e la Grande Guerra, La Terra desolata e il lungo poema modernista.